Tim avvia la conversione delle azioni di risparmio dopo la svolta giudiziaria

Telecom Italia ha annunciato il lancio del piano di conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, una mossa attesa dal mercato e resa possibile da un recente esito favorevole in sede giudiziaria. La decisione apre la strada alla ripresa della distribuzione dei dividendi, sospesa dal 2022.

La Corte di Cassazione ha infatti riconosciuto al gruppo il diritto a ricevere oltre 1 miliardo di euro nell’ambito di una controversia sulle concessioni che si protraeva da più di vent’anni. La sentenza rappresenta un punto di svolta rilevante per la posizione finanziaria della società.

Alla luce di questo risultato, il consiglio di amministrazione ha approvato la conversione, sia facoltativa sia obbligatoria, delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, insieme a una riduzione volontaria del capitale sociale a 6 miliardi di euro. L’operazione mira a rendere più lineare la struttura azionaria del gruppo.

Secondo quanto comunicato dalla società, l’iniziativa è finalizzata a semplificare l’assetto proprietario e la governance, riducendo al contempo i costi di gestione legati alla presenza di più categorie di azioni quotate. Un ulteriore obiettivo è quello di aumentare la liquidità del titolo ordinario e ampliare il flottante sul mercato.

In Borsa, nella mattinata successiva all’annuncio, le azioni ordinarie hanno registrato un calo di circa il 3,5%, mentre i titoli di risparmio hanno segnato un rialzo intorno al 3,4%, riflettendo le diverse implicazioni dell’operazione per le due categorie di azionisti.

Secondo le stime degli analisti, l’operazione potrebbe comportare per Tim un esborso complessivo di circa 630 milioni di euro. Tuttavia, nel caso di un ritorno alla distribuzione dei dividendi già dal prossimo anno, l’eliminazione delle azioni di risparmio — che prevedono una remunerazione più elevata — potrebbe generare risparmi stimati intorno a 1 miliardo di euro nel tempo.

Il principale azionista delle azioni di risparmio ha espresso apprezzamento per le condizioni proposte, definendole favorevoli al mercato e potenzialmente vantaggiose sia per i possessori di azioni ordinarie sia per quelli di risparmio.

I soci saranno chiamati a esprimersi sulla proposta nel corso di un’assemblea straordinaria convocata per il 28 gennaio. Il piano prevede che ogni azione di risparmio possa essere convertita in un’azione ordinaria, accompagnata da un conguaglio in denaro pari a 0,12 euro per titolo.

Approfondimento
La conversione delle azioni di risparmio in ordinarie rappresenta una scelta strategica che può migliorare la trasparenza e l’attrattività del titolo agli occhi degli investitori istituzionali. Una struttura azionaria più semplice tende infatti a favorire una maggiore liquidità e una migliore valutazione del rischio, elementi cruciali per un gruppo come Tim impegnato in un delicato percorso di riequilibrio finanziario e rilancio industriale.