Nel mese di ottobre il deficit delle partite correnti della Grecia ha raggiunto 1,09 miliardi di euro, ampliandosi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’incremento è stato pari a 449,5 milioni di euro, secondo i dati diffusi dalla banca centrale del Paese.
L’aumento del disavanzo è stato determinato soprattutto dal peggioramento dei saldi relativi ai redditi primari e secondari, che ha più che compensato il miglioramento registrato nel comparto dei beni. Il conto dei redditi primari ha infatti segnato un deficit di 340,3 milioni di euro, ribaltando il surplus osservato nell’ottobre dell’anno precedente. Questo risultato è riconducibile principalmente all’aumento dei pagamenti netti per interessi, dividendi e profitti verso l’estero.
Anche il saldo dei redditi secondari ha mostrato un deterioramento, passando in territorio negativo. In particolare, l’amministrazione pubblica ha registrato un passaggio da entrate nette a pagamenti netti, contribuendo ulteriormente all’ampliamento del disavanzo complessivo delle partite correnti.
Un segnale incoraggiante è arrivato dal commercio dei beni, dove il deficit si è ridotto. Le esportazioni non legate ai prodotti petroliferi sono cresciute del 3,2% su base annua, mentre le importazioni hanno registrato una diminuzione dell’1,9% a prezzi correnti, migliorando il saldo commerciale del Paese nel mese di ottobre.
Approfondimento
L’evoluzione delle partite correnti rappresenta un indicatore chiave dell’equilibrio economico di un Paese nei confronti del resto del mondo. Per la Grecia, il peggioramento legato ai redditi segnala una maggiore pressione derivante dai flussi finanziari verso l’estero, mentre il miglioramento del saldo dei beni suggerisce una maggiore competitività delle esportazioni. Il bilanciamento tra questi fattori sarà cruciale nei prossimi mesi per valutare la sostenibilità della crescita economica e la stabilità dei conti esterni.