I futures sui principali indici di Wall Street si muovono con cautela, mentre il mercato resta in attesa degli ultimi indicatori macroeconomici rilevanti dell’anno. Gli investitori cercano nuovi segnali che possano influenzare le prospettive sui futuri interventi sui tassi di interesse, guardando in particolare al 2026.
Nelle ultime sedute i listini statunitensi hanno beneficiato del recupero dei titoli tecnologici e di un dato sull’inflazione di novembre inferiore alle attese. Questo mix ha consentito all’S&P 500 di avvicinarsi ulteriormente ai massimi di chiusura registrati l’11 dicembre, rimanendo a meno dello 0,5% dal record.
Nel pomeriggio, alle 14:30 ora italiana, sono attesi i dati preliminari sul Prodotto interno lordo degli Stati Uniti, la cui pubblicazione è stata rinviata a causa dello shutdown. Le stime indicano una crescita annualizzata del 3,3% nel terzo trimestre, sostenuta soprattutto dalla solidità dei consumi interni e dagli investimenti aziendali.
I numeri dovrebbero inoltre rafforzare l’idea di un’economia statunitense “a K”, caratterizzata da una netta divergenza tra le famiglie con redditi più elevati, che continuano a beneficiare della crescita, e quelle con redditi medio-bassi, che mostrano maggiori difficoltà.
Sempre nella giornata odierna è prevista anche la diffusione dell’indice di fiducia dei consumatori relativo a dicembre.
Secondo i dati Lseg, il mercato sconta almeno due riduzioni dei tassi di interesse da 25 punti base nel corso del prossimo anno, mentre resta limitata – intorno al 18% – la probabilità di un primo intervento già a gennaio.
Il recente rialzo dell’azionario Usa alimenta inoltre le aspettative per il cosiddetto “Santa Claus rally”, una dinamica stagionale che storicamente vede l’S&P 500 registrare performance positive negli ultimi cinque giorni di contrattazioni dell’anno e nei primi due di gennaio. In questa stagione, il periodo dovrebbe estendersi da domani fino al 5 gennaio.
Sul fronte della volatilità, l’indice Vix del Cboe resta vicino ai minimi degli ultimi dodici mesi, attestandosi intorno a quota 14.
A metà giornata europea, l’S&P 500 e-mini segna un lieve rialzo dello 0,03%, mentre il Nasdaq 100 e-mini avanza dello 0,04%. Stabile invece il Dow Jones e-mini.
Nel premarket, Eli Lilly cede circa l’1,1% dopo l’approvazione da parte della Food and Drug Administration della pillola dimagrante sviluppata da Novo Nordisk.
Prosegue infine il buon momento dei titoli legati ai metalli preziosi quotati negli Stati Uniti, sostenuti dai nuovi massimi storici di oro e argento. A favorire la domanda di beni rifugio contribuiscono l’indebolimento del dollaro e le persistenti tensioni geopolitiche.