Oltre il trading: dove potrebbero nascere i prossimi ricavi reali delle criptovalute nel 2026

Per gran parte dell’ultimo decennio, le stablecoin hanno rappresentato il pilastro operativo del mercato crypto, sostenendo il trading, la liquidità sugli exchange, la DeFi e i pagamenti transfrontalieri. Ma guardando al 2026, sempre più dirigenti del settore ritengono che il trading non sarà più la principale fonte di ricavi sostenibili per l’industria degli asset digitali.

Secondo commenti esclusivi rilasciati a Investing.com da esponenti di FS Vector e Stablecore, le stablecoin come USDT e USDC stanno evolvendo da semplici strumenti di scambio a vere e proprie infrastrutture finanziarie, destinate a integrarsi profondamente nell’economia reale.

Il cambiamento chiave non sarà guidato dall’emissione di un numero maggiore di stablecoin, ma dalle funzionalità infrastrutturali che esse abilitano: regolamento continuo, instradamento dei pagamenti e coordinamento tra sistemi on-chain e off-chain. Se questa transizione accelererà, potrebbe ridefinire il modo in cui banche, fintech e fornitori di servizi finanziari generano valore.

Le stablecoin come infrastruttura bancaria

Nick Elledge, co-fondatore e COO di Stablecore, ritiene che uno dei primi punti di svolta riguarderà le banche regionali e di medie dimensioni, storicamente dipendenti dalle grandi banche corrispondenti per i trasferimenti internazionali.

Secondo Elledge, entro il 2026 molte di queste istituzioni potrebbero adottare le stablecoin per offrire rimesse transfrontaliere più rapide ed economiche, riducendo drasticamente i costi e superando l’attuale gerarchia bancaria tradizionale.

Il vero vantaggio, tuttavia, non risiede solo nella velocità o nel costo delle transazioni, ma nella disponibilità continua. Le infrastrutture basate su stablecoin consentono regolamenti 24/7, anche al di fuori degli orari bancari tradizionali, offrendo un vantaggio di liquidità significativo nei periodi in cui i sistemi convenzionali sono inattivi.

Questo potrebbe portare, ad esempio, alla creazione di consorzi di banche regionali che lanciano depositi tokenizzati o stablecoin condivise per aggirare le limitazioni operative di reti come FedWire nei fine settimana.

Il vero valore: l’orchestrazione delle transazioni

Emily Goodman, partner di FS Vector, sottolinea che sebbene l’emissione di stablecoin resterà centrale, il vero focus strategico nel 2026 si sposterà verso l’orchestrazione delle transazioni.

L’opportunità emergente, secondo Goodman, non sarà tanto creare nuove stablecoin, quanto gestire il modo in cui le transazioni si muovono tra blockchain, banche, circuiti di pagamento e sistemi legacy che spesso non comunicano nativamente tra loro.

In questo contesto, il valore economico si concentrerà sempre più nei livelli di connettività, coordinamento e regolamento, aprendo la strada a nuovi modelli di business per infrastrutture, middleware finanziari e fornitori di servizi specializzati.